
In Italia, quasi
un terzo delle imprese agricole è capeggiata da
imprenditrici (immagine da coldiretti.it). Secondo l'
Istat, in
alcune regioni, come la
Liguria e la
Valle d'Aosta, la
presenza femminile nell'imprenditoria sfiora
quasi il 50%. Il settore primario risulta trainato dalle donne, tenuto conto anche del
ruolo rivestito dalle
lavoratrici stagionali e dalle
mogli dei titolari di
aziende agricole medio-piccole.
Donne che spesso affiancano i propri compagni nella conduzione familiare dell'impresa e che
non sempre dispongono di un
riconoscimento contributivo e di
assicurazione. Sulla base dei contratti ufficiali, le
agricoltrici costituiscono il
39% sul totale degli addetti ai lavori nei campi. A
settembre, l'
Onlilfa, l'Osservatorio nazionale per l'Imprenditoria e il Lavoro Femminile in Agricoltura ha condotto un
indagine con l'obiettivo di sondare il livello di
sicurezza e di
salute per le lavoratrici in campagna. Uno dei
risultati prodotti è che sono
in espansione le
malattie prodotte dall'uso di alcune
sostanze chimiche nei campi, specie forme tumorali e
danni all'apparato riproduttivo. Inoltre, le donne, a parità di impegno e efficienza, sono
più colpite degli uomini
da dolori articolari e da
danni muscolo-scheletrici causati dal sollevamento e dallo spostamento di pesi come macchinari e attrezzi.
Nessun commento:
Posta un commento