
Per la prima volta, l'
Istat ha realizzato un'
indagine sulla
qualità delle
relazioni umane nei
rapporti di lavoro e sulla
percezione delle proprie
condizioni lavorative-professionali (foto da sole24ore.it). Una
ricerca intitolata, non a caso,
"Disagio nelle relazioni lavorative", che costituisce un capito del più ampio studio sulla "Sicurezza dei cittadini 2008-2009". Su un
campione di
29 milioni di impiegati, operai e altri professionisti intervistati è scaturito che
quasi un decimo (2 milioni e mezzo) ha lamentato un
clima teso nel lavoro e di
disagio personale. La
causa?
Azioni vessatorie, di
persecuzione o
discriminatorie messe a punto
con frequenza e protratte nel tempo
da colleghi, superiori (80%) e persino
sottoposti. A soffrire di più per
maltrattamenti sono le
donne, le
più colpite. Purtroppo l'indagine ha anche svelato che
l'86,5% degli uomini e donne
vittime degli abusi non hanno
mai denunciato il fatto a un
medico competente della ASL o proprio curante. Il
49,8% dei
lavoratori in disagio ha dichiarato di subire angherie
tutti i giorni,
più della metà di queste si ripetono
per un anno e per il
27% in
tre anni. Si tratta principalmente di
comportamenti scorretti come, nel
91% dei casi,
minacce verbali,
critiche immotivate, umiliazioni, scherzi, derisione. Esistono però altri
attacchi, non verbali, diretti alla propria
posizione lavorativa come
demansionamento, privazione di compiti e allontanamento.
Nessun commento:
Posta un commento