
L'
extra lavoro,
oltre le 40 ore settimanali, si paga in termini di
stress,
problemi cardiocircolatori e
aspettative di vita ridotte (foto da fiscooggi.it). Se a fare gli straordinari, poi, sono gli
uomini, in particolare
impiegati, dai
40 ai 60 anni d'età, il
rischio di infarto dovuto a
stress da lavoro è doppio rispetto ai colleghi più giovani e alle donne in carriera. Dunque, pare proprio che esista una
correlazione positiva fra
carico di lavoro e
mortalità causata da
danni al cuore: lo afferma uno
studio del Centro Nazionale di Ricerca sull'Ambiente di Lavoro di
Copenaghen, documentato di recente sulla
rivista medica Heart. Secondo i ricercatori danesi, su un
campione di studio composto da
4943 uomini, la soglia oltre la quale, in media, si manifestano i disturbi più gravi e perfino la
morte per ischemia (12%) è quella
oltre le 45 ore di lavoro. La ricerca è stata realizzata sia attraverso un
questionario rivolto ai partecipanti per constatare le
abitudini di lavoro, sia attraverso il
monitoraggio dell'indice di
massa corporea e del
consumo di ossigeno. Per arrivare alla conclusione, gli
indici sono stati successivamente corretti in base ad altri paramentri come l'età, la pressione sanguigna, la classe sociale, il tipo di lavoro, consumo di alcool, l'abitudine al fumo e il diabete. L'unico
fattore che limita i danni dello
stress e che può scongiurare i peggiori scenari per la salute dei lavoratori è la
buona forma fisica ottenuta con l'
attività sportiva. Consiglio che gli studiosi danno ormai da anni.
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