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lunedì 22 novembre 2010
Oltre a uno stipendio minore, meno tempo libero per le donne
giovedì 18 novembre 2010
Il lavoro nero nega l'assistenza alla famiglia
In occasione della seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si è svolta a metà novembre a Milano, Donneuropee e Federcasalinghe hanno sottolineato l'irrinunciabilità del diritto alla cura e all'assistenza per tutte le famiglie. Secondo le associazioni, lo Stato non può tagliare risorse, al contrario, deve continuare ad impegnarsi nei confronti delle famiglie. Le istituzioni devono garantire sia i fondi, sia l'accessibilità al personale di assistenza, quest'ultimo dotato di una formazione adeguata. Lo Stato deve essere presente per le persone che vivono in condizioni di disagio o che hanno un familiare a carico, disabile o malato. Una riflessione, quella sulla regolarità dei lavoratori nei servizi alla persona e sulla disponibilità delle risorse a sostegno dei nuclei familiari, che ha portato il Presidente di Federcasalinghe a puntare nuovamente il dito contro il problema del lavoro sommerso. Le statistiche dell'Istat parlano di un Italia in balia del lavoro nero, quest'ultimo costituirebbe circa il 17% del Pil, con i suoi 7 miliardi di euro fantasma. Svicolando da imposizioni e tasse, il lavoro sommerso diminuisce il benessere delle famiglie, scaricando su queste l'onere delle cure e dell' assistenza. Un che peso grava moltissimo sul bilancio familiare. E che innesca il circolo vizioso del lavoro nero: le famiglie sono costrette a ricorrere al lavoro irregolare. In due modi: prestandosi ad un secondo lavoro non dichiarato per permettersi le spese o con assunzioni di lavoratori al nero nel settore dei servizi alle persone. giovedì 23 settembre 2010
Disoccupazione, il dramma degli under 30
giovedì 16 settembre 2010
Istat: indagine sul malessere nei rapporti di lavoro
venerdì 3 settembre 2010
L'imprenditoria rosa, al top nel settore primario
venerdì 27 agosto 2010
Lavoro a intermittenza. Più di una moda estiva
giovedì 29 luglio 2010
Lavoro e sicurezza: un conflitto fra forma e sostanza
venerdì 23 luglio 2010
Quando rinunciare alla spesa non significa risparmiare
giovedì 22 luglio 2010
Lavoro nero in Italia: l'esercito degli sfruttati
Questo l'allarme lanciato dall'Istat a inizio luglio 2010: si stimano 8000 occupati in nero in più nel 2009 (da 10,2% a 10,5%). Un dato significativo se incrociato con l'aumento della disoccupazione giovanile. Sale così a quasi 3 milioni l'esercito degli sfruttati senza diritti, arrivando a contare il 12,2% della forza lavoro totale. Per i lavoratori inseriti in questo meccanismo, alimentato sia dalla concorrenza sleale specie di piccoli imprenditori sia dalla spirale dell'evasione contributiva/fiscale, svaniscono diritti essenziali come le norme contrattuali e sulla sicurezza sul lavoro. Un passo indietro su molti fronti.
Dalle statistiche fornite dall'Istat, si stima un'incidenza delle economie sommerse sul PiL del 17,5%: escludendo fatturati sottodichiarati e costi intermedi sovrastimati, una quota del 6,5% del PiL risulta cannibalizzata dalle assunzioni irregolari. Al primo posto si trovano gli irregolari residenti in Italia (55%), al secondo gli occupati regolari con altre attività in nero (31,6%) seguiti infine dagli stranieri clandestini (13,4%). L'agricoltura è il settore più colpito per la stagionalità, seguito dall'industria. Servono quindi misure innovative per limitare il fenomeno del lavoro nero.
mercoledì 21 luglio 2010
Meno vittime sul lavoro nel 2009: progressi o effetto crisi?
Secondo il comunicato dell'INAIL, diffuso il 20 luglio 2010, dai dati nazionali sugli infortuni e la mortalità nel contesto lavorativo, si possono scorgere risultati tendenzialmente positivi rispetto al 2008 e ai bilanci storici dal 1951 (foto da il Giornale.it). lunedì 19 luglio 2010
In tempi di crisi, lavoratori comunitari e neo UE preferiti agli italiani
Una tendenza che rivela la reazione delle aziende italiane alla crisi: è quanto emerge dallo studio condotto dalla fondazione veneta Leone Moressa Onlus, pubblicato a luglio fra gli approfondimenti del Sole24Ore.
Dall'esame sui dati ISTAT del 2009, risulta che la propensione ad assumere cittadini di recente ingresso nell'UE riguardi maggiormente il settore dei servizi alla persona, della ristorazione, del commercio, dell'edilizia e agricoltura. In sintesi, 147 mila lavoratori stranieri in più rispetto al 2008, di cui 118 mila provenienti da un Paese UE, pari all'80% sul totale e a un più 33% contro il 5% dei lavoratori extra UE dall'anno scorso.
In particolare, il Nord ha assistito ad una consistente modifica della composizione della forza lavoro, registrando la più alta presenza femminile non specializzata, quest'ultima caratteristica in linea con la media nazionale. Nonostante il tasso di disoccupazione straniera sia aumentato, i disequilibri tra domanda e offerta di lavoro hanno incrementato la richiesta di personale dalla Romania, Polonia e Bulgaria.
In genere, i profili professionali ricercati sono di livello medio basso e, tra i contratti di assunzione più diffusi, emergono quelli a termine (45,6%) e part-time. In crescita le forme contrattuali atipiche.
Infine, l'analisi mette in luce la questione degli stranieri irregolari in Italia, dato l'aumento impercettibile di cittadini extraeuropei di sesso maschile come risultato dall'indagine.
venerdì 9 luglio 2010
Italiani? Cicale, altro che formiche!
L’articolo riporta l’ultima indagine ISTAT che disegna una società italiana dedita alle spese piuttosto che al risparmio, si legge testualmente “la propensione al risparmio è scivolata al 13,4 per cento, mostrando una contrazione rispetto al trimestre precedente ed al corrispondente periodo del 2009 e proseguendo il trend negativo avviato nel pieno della crisi.”
Questo nonostante i redditi mostrino ancora un andamento negativo e la sicurezza di un lavoro stabile sia ancora per molti solo una chimera … sembrerebbe un suicidio quasi..o forse solo la voglia di dimenticare, fosse anche per un trimestre, che si è “diffusamente” poveri?
Cala il tasso di investimento delle famiglie e il loro potere di acquisto.