In occasione della seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si è svolta a metà novembre a Milano, Donneuropee e Federcasalinghe hanno sottolineato l'irrinunciabilità del diritto alla cura e all'assistenza per tutte le famiglie. Secondo le associazioni, lo Stato non può tagliare risorse, al contrario, deve continuare ad impegnarsi nei confronti delle famiglie. Le istituzioni devono garantire sia i fondi, sia l'accessibilità al personale di assistenza, quest'ultimo dotato di una formazione adeguata. Lo Stato deve essere presente per le persone che vivono in condizioni di disagio o che hanno un familiare a carico, disabile o malato. Una riflessione, quella sulla regolarità dei lavoratori nei servizi alla persona e sulla disponibilità delle risorse a sostegno dei nuclei familiari, che ha portato il Presidente di Federcasalinghe a puntare nuovamente il dito contro il problema del lavoro sommerso. Le statistiche dell'Istat parlano di un Italia in balia del lavoro nero, quest'ultimo costituirebbe circa il 17% del Pil, con i suoi 7 miliardi di euro fantasma. Svicolando da imposizioni e tasse, il lavoro sommerso diminuisce il benessere delle famiglie, scaricando su queste l'onere delle cure e dell' assistenza. Un che peso grava moltissimo sul bilancio familiare. E che innesca il circolo vizioso del lavoro nero: le famiglie sono costrette a ricorrere al lavoro irregolare. In due modi: prestandosi ad un secondo lavoro non dichiarato per permettersi le spese o con assunzioni di lavoratori al nero nel settore dei servizi alle persone. Cerca nel blog
giovedì 18 novembre 2010
Il lavoro nero nega l'assistenza alla famiglia
In occasione della seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si è svolta a metà novembre a Milano, Donneuropee e Federcasalinghe hanno sottolineato l'irrinunciabilità del diritto alla cura e all'assistenza per tutte le famiglie. Secondo le associazioni, lo Stato non può tagliare risorse, al contrario, deve continuare ad impegnarsi nei confronti delle famiglie. Le istituzioni devono garantire sia i fondi, sia l'accessibilità al personale di assistenza, quest'ultimo dotato di una formazione adeguata. Lo Stato deve essere presente per le persone che vivono in condizioni di disagio o che hanno un familiare a carico, disabile o malato. Una riflessione, quella sulla regolarità dei lavoratori nei servizi alla persona e sulla disponibilità delle risorse a sostegno dei nuclei familiari, che ha portato il Presidente di Federcasalinghe a puntare nuovamente il dito contro il problema del lavoro sommerso. Le statistiche dell'Istat parlano di un Italia in balia del lavoro nero, quest'ultimo costituirebbe circa il 17% del Pil, con i suoi 7 miliardi di euro fantasma. Svicolando da imposizioni e tasse, il lavoro sommerso diminuisce il benessere delle famiglie, scaricando su queste l'onere delle cure e dell' assistenza. Un che peso grava moltissimo sul bilancio familiare. E che innesca il circolo vizioso del lavoro nero: le famiglie sono costrette a ricorrere al lavoro irregolare. In due modi: prestandosi ad un secondo lavoro non dichiarato per permettersi le spese o con assunzioni di lavoratori al nero nel settore dei servizi alle persone.
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