
Essere esposti a troppi
decibel, per almeno
otto ore al giorno, induce uno stato di
stress psicofisico che, a lungo andare, danneggia gravemente il
cuore (immagine da greenreport.it). E' questa la
conclusione di uno
studio d'oltreoceano, condotto da alcuni
ricercatori provenienti da
Usa e
Canada e diffuso a fine ottobre dalla rivista specializzata
British Medical Journal,
nell'inserto dedicato alla
medicina del lavoro. Indipendentemente dalla
fonte rumorosa, che siano
suoni provenienti
dall'esterno, come il traffico sulle strade, o
rumori interni al proprio
ambiente di lavoro, come telefoni che squillano costantemente, macchinari in funzione o voci sovrapposte: il
risultato a lungo termine più frequente consiste in una
patologia a carico dell'apparato
cardio-vascolare, come
angina pectoris (300% in più rispetto a chi lavora in ambienti insonorizzati),
ipertensione e persino
infarto. Questo appare dai
dati, ricavati dall'analisi di
seimila lavoratori americani, con età media di
35-40 anni che si sono sottoposti a
controlli medici nel periodo dal
1999 al 2005, nell'ambito del programma "National Health and Nutrition Examination Survey". L'
ipersensibilità al rumore si trasforma in
stress cronico perché il
sistema nervoso libera
adrenalina che, nel lungo periodo, provocherebbe un
restringimento delle
arterie e dei
vasi coronarici. L'aumento della
pressione e lo
sforzo fisico fanno il resto. Per chi lavora, quindi, proteggere l'udito dai rumori intensi e continui rappresenta soltanto la punta di un vero e proprio iceberg.
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