
Aumenta il numero delle
famiglie nelle quali tutti i
componenti sono
senza lavoro rispetto alla totalità dei nuclei familiari italiani: sono
un decimo in più rispetto al
2009 (foto da sos-scuola.it). Lo afferma
Bankitalia, attraverso una
nota sintetica pubblicata sul
Sole24ore. Con una
news per le imprese e le famiglie italiane: si passa ufficialmente a
oltre 2 milioni di
disoccupati. I
figli rappresentano il
20% della quota di
occupati ma la
variazione in negativo rispetto ai genitori che hanno perso il lavoro ammonta al
70% contro il 30%. Evidentemente, chi ha un contratto di lavoro stabile è sempre più tutetalo. Fino a quando le famiglie riusciranno a difendere i propri figli dalla crisi del mercato del lavoro? In questo senso i
dati della ricerca sono
preoccupanti perché nel
2010, si è
ridotto del 3% circa il
numero delle
famiglie con
due componenti a lavoro, mentre segna un
più 2,2% la percentuale delle famiglie con
una persona occupata. Lo studio della Banca d'Italia si è indirizzato anche su vantaggi e svantaggi della
protezione dei figli dalle dinamiche occupazionali sfavorevoli. E' una
tendenza tipica della
società italiana, che da un lato vede la famiglia come un vero e proprio
ammortizzatore sociale. Dall'altro lato, secondo Bankitalia, questo modello rallenta ulteriormente il percorso di
indipendenza e di partecipazione alla vita economica, sociale e politica dei giovani.
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