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giovedì 14 aprile 2011
Sicurezza alimentare e agropirateria: marchi DOP e DOC contraffatti
La guardia sulla sicurezza alimentare è sempre alta poiché i marchi DOP e DOC non sono mai davvero al sicuro!
Per fortuna a salire sono anche i numeri positivi che indicano la percentuale di sanzioni applicate e le persone denunciate, ma la contraffazione dei prodotti di qualità made in Italy sono un grande business per la criminalità e ogni anno questo volume d’affari sembra irrimediabilmente aumentare, nonostante i continui controlli.
Tra le regioni più colpite dall’agropirateria troviamo Piemonte, Calabria, Toscana e Marche.
Questa economia parassitaria specula sulla qualità dei prodotti a denominazione di origine protetta e controllata e ha fatto di alcune trasformazioni del settore agroalimentare degli ultimi anni un vantaggio per guadagnare fette sempre più grandi del mercato. L’aumento delle distanze tra produttore e consumatore, ad esempio, costituisce l’opportunità per gli agrocriminali, di inserirsi nella filiera alimentare e contraffare il prodotto con più facilità.
Purtroppo i marchi di qualità non sempre sono sufficienti a tener lontano il consumatore da prodotti contraffatti tanto che ne sono pieni anche gli scaffali dei supermercati.
lunedì 20 dicembre 2010
Natale e illuminazioni fai-da-te: attenti al corto circuito
Pericolo d'incendio per un improvviso corto circuito: il rischio è doppio durante le feste di Natale, come confermato dai dati dell' ex Ispesl, che contano ogni anno oltre 4 milioni e mezzo incidenti domestici, molti di questi attribuibili al malfunzionamento dell'impianto elettrico di casa. Infortuni di cui, per fortuna, soltanto lo 0,17% mortali.giovedì 16 dicembre 2010
Farmaci: consumi e vendite salgono nel 2010
giovedì 25 novembre 2010
Giocare in sicurezza: attenti al marchio!
mercoledì 24 novembre 2010
Mangiare "a scatola chiusa": la denuncia di Greenpeace
mercoledì 17 novembre 2010
Pesticidi negli alimenti: un rischio sottovalutato in UE
Davanti a una bella tavola imbandita, la maggioranza degli europei preferisce abbandonarsi con spensieratezza al piacere del cibo, consumato con amici e parenti, piuttosto che preoccuparsi della sicurezza alimentare (foto da virgilio.it). Anche questioni come la linea, una dieta bilanciata e le proprietà nutrizionali degli alimenti passano in secondo piano. E' quanto sottolinea un recente sondaggio di Eurobarometro, commissionato dall'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Per il 63% degli intervistati, l'elemento socializzante e sensoriale sembra avere il sopravvento sulla percezione dei rischi per la salute legati alla possibile presenza di pesticidi, residui chimici, medicinali e ormoni. Una ricerca che dipinge gli europei come consumatori poco attenti, imprudenti e superficiali. Se la freschezza dei cibi, in particolare di frutta e verdura, risulta importante per il 58% del campione, soltanto un intervistato su 10 ha espresso direttamente la propria paura per sostanze inquinanti nascoste. In quest'ultimo caso, il principale spauracchio non è legato alla contaminazione batterica del cibo (23% dei casi) o agli OGM ma all'eventuale presenza di pesticidi nei vegetali (31%), mercurio e diossine (29%) rispettivamente nel pesce e nella carne e di antibiotici. L'Italia, per tradizione, risulta fra i Paesi europei più sensibili e attenti alla salute e alle corrette abitudini a tavola.mercoledì 3 novembre 2010
Legambiente e città italiane: uno sguardo all'ecosistema
lunedì 18 ottobre 2010
Alimenti-pirata: i più temuti dagli italiani
lunedì 11 ottobre 2010
Coldiretti: più cibi biologici sulle tavole italiane
Nei primi sei mesi dell'anno e rispetto al 2009, sale di quasi il 10% in più l'acquisto di alimenti bio da parte delle famiglie italiane (foto da europadeidiritti.it). La maggiore spesa sul biologico, secondo Coldiretti, è un segnale di maggiore consapevolezza dei consumatori data dalla crisi e un'opportunità di ripresa per il settore agroalimentare italiano. Un settore che continua a perdere quote di mercato, colpito duramente dalla catena delle contraffazioni, specialmente estere, e dall'ingiusta perdita di credibilità nonostante le sanzioni alimentari e i costanti controlli.martedì 21 settembre 2010
Saltano posti di lavoro con il software pirata
venerdì 17 settembre 2010
La sicurezza passa dai cibi sulla tavola
Dalle mozzarelle blu alla ricotta rosa, passando ai dolci con uova scadute. Per non parlare di carne dopata, etichette fai-da-te sulle conserve di pomodoro, il tutto con il vino in testa alle contraffazioni (foto da Legambiente.it). Non si arresta, per quest'anno, l'industria del falso alimentare, delle sofisticazioni e delle frodi sui cibi italiani. Così come si rafforza costantemente il sistema della prevenzione e dei controlli sui prodotti tipici del MadeinItaly, che conta più di 700mila controlli e include l'attività mirata di supporto dei Dipartimenti ASL locali. Tantissime le operazioni contro la criminalità organizzata in Italia e contro le importazioni estere di materie prime di scarsa qualità. L'impegno delle Forze dell'Ordine nei confronti della salute a tavola fa ritornare il buon umore e l'appetito. Perché la sicurezza alimentare è un diritto di tutti i cittadini, produttori e consumatori. Questo è quanto emerge da "Italia a tavola 2010", il settimo rapporto di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino che monitora la stato degli interventi e delle sinergie tra NAS dei Carabinieri, Carabinieri per le politiche Agricole, Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Icqrf delle Dogane, Capitanerie di Porto e Servizi di igiene e veterinari ASL. Secondo il rapporto, nel 2009, oltre 40 milioni di kili di cibi alterati, scaduti, contraffatti sonostati tolti dalle nostre tavole. 145 milioni di euro risparmiati dai consumatori per l'acquisto di questi pseudo-cibi, incommensurabile il guadagno di ciascuno per la propria salute. venerdì 10 settembre 2010
Consumi: pizza e cappuccino resistono alla crisi
mercoledì 4 agosto 2010
Alimenti e sicurezza: task-force estiva dei NAS
venerdì 23 luglio 2010
Quando rinunciare alla spesa non significa risparmiare
giovedì 15 luglio 2010
Stabilimenti balneari: strutture davvero ricettive e sicure per chi preferisce il mare?
Stessa spiaggia, stesso mare. E spesso, anche stesso bar e vicino di ombrellone. Dopo un timido accenno, l’estate è esplosa, accompagnata dall’accorrere di turisti, italiani e stranieri, verso i litorali del Belpaese (Foto tratta da ilgiramondo.net). Migliaia i gestori di stabilimenti pronti a offrire i propri servizi stagionali sia balneari, sia di ristorazione e intrattenimento. Nonostante il relax della vacanza, il consumatore dovrebbe rimanere in allerta e esigere il rispetto delle basilari norme igienico sanitarie e di sicurezza da parte dei responsabili delle strutture. Infatti, potrebbero nascondersi insidie dietro la conservazione di alimenti e bevande, dietro il funzionamento di frigo e le condizioni igieniche di bar, sale-ristorante, bagni e cabine.
Potenziali irregolarità potrebbero interessare le norme antincendio, la dotazione di primo soccorso e il ruolo del personale di salvataggio, per non parlare della disposizione di lettini e ombrelloni su aree non adibite.
Quando la responsabilità dei gestori e il rispetto delle normative è limitata, oltre alla denuncia del consumatore informato, servono controlli accurati da parte delle autorità con un costante supporto educativo e di aggiornamento per responsabilizzare chi offre i servizi ricettivi.
venerdì 9 luglio 2010
Italiani? Cicale, altro che formiche!
L’articolo riporta l’ultima indagine ISTAT che disegna una società italiana dedita alle spese piuttosto che al risparmio, si legge testualmente “la propensione al risparmio è scivolata al 13,4 per cento, mostrando una contrazione rispetto al trimestre precedente ed al corrispondente periodo del 2009 e proseguendo il trend negativo avviato nel pieno della crisi.”
Questo nonostante i redditi mostrino ancora un andamento negativo e la sicurezza di un lavoro stabile sia ancora per molti solo una chimera … sembrerebbe un suicidio quasi..o forse solo la voglia di dimenticare, fosse anche per un trimestre, che si è “diffusamente” poveri?
Cala il tasso di investimento delle famiglie e il loro potere di acquisto.