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mercoledì 29 settembre 2010
Ricerca Confesercenti: italiani ancora sotto l'effetto crisi
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martedì 28 settembre 2010
Salute e lavoro: intervengono gli esperti di Ioha
Il benessere dei lavoratori conquista nuovamente il dibattito delle associazioni professionali sulla scena internazionale. Infatti, l'International Occupational Hygiene association (Ioha) e Aidii, Associazione Italiana degli Igienisti Industriali, con il contributo e il supporto organizzativo di Inail, danno il via in questi giorni all'ottava edizione di "Salute, Lavoro e Responsabilità sociale. L'igienista occupazionale e l'integrazione tra ambiente, salute e sicurezza". Cinque giornate intense di conferenze, seminari, workshop e interventi dedicati alla prevenzione dei numerosi rischi lavorativi e delle malattie legate alla professione svolta, con l'obiettivo di migliorare la qualità stessa del lavoro attraverso novità tecniche e scoperte scientifiche. Un evento che riunisce, proprio a Roma, giovani e brillanti ricercatori dalle università italiane e estere, insieme ai maggiori esperti sul tema della sicurezza e salute sul lavoro. Tra i più importanti argomenti su cui si focalizzeranno le discussioni e le ricerche scientifiche compaiono la valuzione dei rischi sul lavoro, gli agenti chimici, il rischio biologico, le nanotecnologie, la cooperazione internazionale sull'igiene nell'industria e la valutazione dei costi della mancata sicurezza.
lunedì 27 settembre 2010
Un vademecum per il cuore, contro lo stress a lavoro
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venerdì 24 settembre 2010
Invio dei dati sanitari telematici. Quanti pro?
I certificati telematici sono una realtà da qualche mese, un'innovazione voluta dal Dipartimento della Funzione Pubblica: un sistema nuovo che permette di inviare i dati dei pazienti (ad esempio assenze dal lavoro per malattia) dai medici di famiglia agli istituti di previdenza. Un passaggio che adesso, per legge, deve avvenire soltanto attraverso dati inviati dal PC.
In molti hanno lamentato un ritardo, per motivi tecnici, di formazione e funzionamento stesso del sistema nell'invio esclusivo dei dati per via telematica. I certificati on line sono un'innovazione che, almeno inizialmente, sembra configurarsi più come un ostacolo burocratico che una semplificazione delle procedure.
Quest'obbligo non è condiviso dai medici competenti, pur essendo contenuto nella norma dell’articolo 40 del Dlgs 81/2008, che regola la medicina del lavoro. La questione è stata discussa anche al I Congresso Nazionale Co.Na.Me.Co., occasione che ha visto riuniti i medici del lavoro italiani a Torino a metà settembre.
Un chip usa e getta cattura le sostanze stupefacenti
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giovedì 23 settembre 2010
Disoccupazione, il dramma degli under 30
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mercoledì 22 settembre 2010
Ispesl: a scuola di sicurezza, tra polemiche e soppressione
Dai videogiochi educativi sul PC a scuola fino ai libri illustrati e alle animazioni in 3D. Strumenti che divertono i bambini e che hanno anche lo scopo di informarli e educarli. Per gli insegnanti di scuole elementari e medie divulgare tematiche complesse come i pericoli che si incontrano fra le mura domestiche o in altri luoghi frequentati quotidianamente diventa un gioco da ragazzi. Il merito va all'ISPESL che, con l'inizio del nuovo anno scolastico, ha messo a disposizione delle scuole sul proprio sito internet pacchetti ludico-educativi. Infatti, collegandosi è possibile scaricare videogiochi come "Le avventure di Riskio e Sicury" o il libro "La famiglia Stattento". Un approccio innovativo per sensibilizzare passo passo gli alunni sull'importanza di riconoscere i rischi, di evitare gli incidenti e di interagire in ambienti di lavoro sani. Il Decreto 81/2008 prevede finanziamenti per incentivare e inserire nei programmi scolastici attività interdisciplinari dedicate al tema della sicurezza. Purtroppo, almeno da parte dell'ISPESL, questa iniziativa sarà l'ultima. L'ente di ricerca è stato soppresso di recente in seguito ai tagli della spesa pubblica da parte del Ministero delle'Economia. Nonostante parte delle attività dell'ISPESL siano state trasferite e accorpate all'INAIL, il Codacons ha annunciato il ricorso al TAR a metà settembre. Secondo l'associazione è stato violato palesemente un diritto costituzionale, quello della libertà e indipendenza della ricerca.
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martedì 21 settembre 2010
Saltano posti di lavoro con il software pirata
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lunedì 20 settembre 2010
Stress cronico per le donne. Un alleato dei tumori
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venerdì 17 settembre 2010
Giovani fra il sogno del posto fisso e tanti sacrifici
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La sicurezza passa dai cibi sulla tavola
Dalle mozzarelle blu alla ricotta rosa, passando ai dolci con uova scadute. Per non parlare di carne dopata, etichette fai-da-te sulle conserve di pomodoro, il tutto con il vino in testa alle contraffazioni (foto da Legambiente.it). Non si arresta, per quest'anno, l'industria del falso alimentare, delle sofisticazioni e delle frodi sui cibi italiani. Così come si rafforza costantemente il sistema della prevenzione e dei controlli sui prodotti tipici del MadeinItaly, che conta più di 700mila controlli e include l'attività mirata di supporto dei Dipartimenti ASL locali. Tantissime le operazioni contro la criminalità organizzata in Italia e contro le importazioni estere di materie prime di scarsa qualità. L'impegno delle Forze dell'Ordine nei confronti della salute a tavola fa ritornare il buon umore e l'appetito. Perché la sicurezza alimentare è un diritto di tutti i cittadini, produttori e consumatori. Questo è quanto emerge da "Italia a tavola 2010", il settimo rapporto di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino che monitora la stato degli interventi e delle sinergie tra NAS dei Carabinieri, Carabinieri per le politiche Agricole, Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Icqrf delle Dogane, Capitanerie di Porto e Servizi di igiene e veterinari ASL. Secondo il rapporto, nel 2009, oltre 40 milioni di kili di cibi alterati, scaduti, contraffatti sonostati tolti dalle nostre tavole. 145 milioni di euro risparmiati dai consumatori per l'acquisto di questi pseudo-cibi, incommensurabile il guadagno di ciascuno per la propria salute.
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giovedì 16 settembre 2010
Istat: indagine sul malessere nei rapporti di lavoro
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mercoledì 15 settembre 2010
Se lo stress diventa aritmico
Un articolo apparso sul quotidiano online del Corriere della Sera punta il dito contro lo stress e lo annovera fra le prime cause di fibrillazione atriale, un'aritmia del cuore che se tracurata o non trattata con i giusti farmaci può aumentare il rischio di ictus, scompensi cardiaci e infarti. Le statistiche affermano che questo problema riguarda circa settecentomila persone e la percentuale ogni anno tende a salire di circa centoventimila casi. Di solito colpisce le persone sopra i 55 anni di età, ma più del 10% del totale della popolazione che soffe di questo disturbo è caratterizzata da giovani apparentemente sani e senza sintomi. Sempre secondo l'articolo, gli sportivi o chi a causa del lavoro costringe il proprio fisico ad attività intense risultano fra i principali soggetti a rischio di fibrillazione. I lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria possono correre ai ripari: utile un esame cardiaco preventivo per identificare il pericolo di aritmia ventricolare e la compatibilità fisica del lavoratore con le mansioni richieste. Le palpitazioni di per sé rappresentano il primo sintomo di questo disturbo che, però, può diventare cronico in presenza di una continua esposizione a situazioni stressanti, a cattive abitudini alimentari e agli eccessi dello sport o alla mancanza di movimento.
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martedì 14 settembre 2010
Recupero post infortunio: tempi più brevi per le donne
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lunedì 13 settembre 2010
Ancora morti sul lavoro. Oltre la fatalità
Qualche giorno fa in Campania, a Capua, tre operai sono morti per asfissia da un mix di elio e azoto nelle cisterne di un'azienda olandese, mentre ultimavano un lavoro di manutenzione. Un'altra tragedia, l'ennesima dimostrazione che senza sicurezza sul lavoro si muore.
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venerdì 10 settembre 2010
Consumi: pizza e cappuccino resistono alla crisi
Sul fronte delle pause al bar, nel mese di giugno, la metà delle persone intervistate ha dichiarato di frequentare questo tipo di esercizio assiduamente, mentre un quinto del campione lo ha ritenuto una spesa superflua. In netto calo anche le spese per la ristorazione, in particolare al Centro Nord: quasi il 27% degli intervistati ha ammesso di aver cancellato questa voce dai consumi famigliari .
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Contro l'assenteismo, un detergente per le mani
Per contenere le assenze dal lavoro causate da malattie infettive è sufficiente lavarsi accuratamente le mani più volte al giorno (foto da lastampa.it). Se l'azione è completata da un disinfettante a base di alcol, la minaccia di virus e batteri si riduce esponenzialmente. Un gesto individuale semplice, a vantaggio della salute di tutti i lavoratori, che favorisce ambienti di lavoro sani, a beneficio anche della produttività di aziende e amministrazioni pubbliche. Come ha dimostrato, di recente, lo studio di un'università in Germania apparso sulla rivista specializzata BMC Infectious Disease. I ricercatori tedeschi hanno esaminato, per la prima volta al mondo, l'impatto che ha avuto l'installazione di apparecchi per igienizzare le mani sull'assenteismo negli uffici statali durante il pericolo della pandemia influenzale suina. Il test è stato condotto su circa 130 volontari, divisi in due gruppi. Il primo con il compito di usare il disinfettante almeno 5 volte nel corso della giornata lavorativa, il secondo con l'obbligo di proseguire nelle normali abitudini igieniche. I risultati scientifici hanno dato confermato l'ipotesi: rafforzare le pratiche igieniche aiuta a ridurre i costi associati alle assenze per malattie.
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giovedì 9 settembre 2010
Tastiera e mouse in ufficio. Allarme batteri
Si tratta di un problema collegato sia alla scarsa igiene delle mani e degli oggetti sul luogo di lavoro, sia ad alcune abitudini consolidate ma molto scorrette come pranzare sulla scrivania durante la pausa. Un mix di batteri e sporco, lontano dall'essere innocuo. Infatti, tra i tasti del pc aziendale e del mouse si nascondono e proliferano in colonie, proprio grazie a frammenti di sporco e cibo, vari tipi di batteri. Il più delle volte, si moltiplicano oltre il livello di sicurezza.
Un potenziale rischio biologico per gli impiegati, che potrebbero contrarre gravi infezioni a livello gastro-intestinale. Secondo un altro studio inglese del 2008, le tastiere mai pulite o pulite una volta al mese sono in grado di ospitare 150 volte oltre il livello di guardia batteri come Escherichia Coli, stafilococchi responsabili di varie forme di enterocoliti e pneumococchi che causano infezioni respiratorie.
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mercoledì 8 settembre 2010
Fare gli straordinari: lo stress che va dritto al cuore
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martedì 7 settembre 2010
L'istruzione in Italia: un disastro secondo l'OCSE
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lunedì 6 settembre 2010
Rischi lavorativi: uomini e donne a confronto
Servono infatti dei parametri che tengano conto delle differenze di genere, fra lavoratori e lavoratrici, per la valutazione dei rischi sul lavoro: è questo il punto centrale dell' accordo triennale firmato a settembre da Inail e Regione Toscana.
Fra gli obiettivi del protocollo: direttive specifiche per la prevenzione delle situazioni che potrebbero causare incidenti, formazione integrata per i Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS).
Oltre all'adeguamento delle procedure di sicurezza nell'ottica delle diversità uomo-donna, è previsto uno sforzo specifico per l'adattamento delle postazioni, delle attrezzature e dell'organizzazione dell' attività lavorativa.
Un progetto che potrebbe essere preso come modello di base dalle altre regioni italiane.
venerdì 3 settembre 2010
Stress? La risposta dipende anche dai geni
Di fronte a una scadenza di lavoro, anticipata improvvisamente di qualche giorno dal proprio capo, c'è chi rimane con i nervi saldi nonostante lo stress altissimo e c'è chi invece perde la pazienza e si lascia sopraffare totalmente dallo stress da lavoro, reagendo con nervosismo o angoscia.La risposta individuale ad una situazione stressante dipende dal corredo genetico personale e non si tratta di una semplice scelta dettata dalla tensione del momento. E' questa la conclusione di un gruppo di studiosi olandesi, presentata a luglio durante un congresso europeo di Neuroscienze ad Amsterdam. Sottoponendo un campione di persone ad una scansione del cervello durante un esperimento di stress, si sono accorti che negli individui incapaci di gestire lo stress, la zona del cervello che si occupa delle emozioni (l'amigdala) è più attiva rispetto a chi mantiene lo stress sotto controllo. Questa iper attività dell'amigdala è dovuta ad un gene ereditato dalla propria famiglia, un gene che diventa attivo proprio in presenza di stress. Il gene si è però modificato con l'evoluzione e con l'ereditarietà e ha condotto ad una risposta diversa per altri individui, dove la corteccia del cervello ha la meglio sull'amigdala. Una scoperta scientifica davvero interessante.
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Un capello per misurare lo stress
L’ultima scoperta in fatto di valutazione rischio stress viene , come spesso accade, da un gruppo di ricercatori d’oltreoceano, che, analizzando i capelli dei pazienti ricoverati in ospedale per malattie cardiovascolari, hanno scoperto una interessante coincidenza.
Lo studio, compiuto ad opera dell’Università di Ontario, e pubblicato dalla rivista Stress, afferma che esiste una sostanza che può trovarsi nei capelli e che risulta essere un ottimo indicatore del livello di stress del soggetto in esame, a tal punto che una quantità eccessiva di questa sostanza può essere considerato come un campanello d’allarme per infarti o problemi affini, che sempre più spesso sono causati da eccessivo stress da lavoro.
La sostanza in questione è il cortisolo, un ormone associato, appunto, allo stress. I ricercatori hanno basato i loro studi sull'analisi delle quantità di cortisolo presenti in una determinata lunghezza del capello. Cosi facendo, analizzando il rapporto tra centimetri di capello e quantità di ormone in esso presente, almeno secondo quanto affermano gli studiosi, è possibile predire un attacco cardiaco e correre ai ripari per tempo.
Lo studio, compiuto ad opera dell’Università di Ontario, e pubblicato dalla rivista Stress, afferma che esiste una sostanza che può trovarsi nei capelli e che risulta essere un ottimo indicatore del livello di stress del soggetto in esame, a tal punto che una quantità eccessiva di questa sostanza può essere considerato come un campanello d’allarme per infarti o problemi affini, che sempre più spesso sono causati da eccessivo stress da lavoro.
La sostanza in questione è il cortisolo, un ormone associato, appunto, allo stress. I ricercatori hanno basato i loro studi sull'analisi delle quantità di cortisolo presenti in una determinata lunghezza del capello. Cosi facendo, analizzando il rapporto tra centimetri di capello e quantità di ormone in esso presente, almeno secondo quanto affermano gli studiosi, è possibile predire un attacco cardiaco e correre ai ripari per tempo.
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L'imprenditoria rosa, al top nel settore primario
giovedì 2 settembre 2010
Quali prospettive di lavoro per i neo-laureati?
Sembra che entro la fine del 2010, i giovani che avranno conseguito un diploma o una laurea nel corso dell'anno, verranno assorbiti più facilmente dal mercato del lavoro (foto da lombardia-pmi.it). Più della metà delle nuove assunzioni previste sarà destinata ai ragazzi appena usciti da scuole superiori o atenei, senza esperienza o alle prime armi. 20000 futuri contratti a tempo determinato, rivolti principalmente a neo diplomati (57% circa). Questa tendenza è stata catturata da un'indagine svolta a fine luglio dal sistema informativo Excelsior, sotto la supervisione del Ministero del Lavoro e Unioncamere. Una tendenza parzialmente positiva, ridimensionata dal fatto che l'occupazione segna -1,5% a metà anno. Le assunzioni programmate interesseranno di più i neolaureati in ingegneria, nel settore chimico farmaceutico e sanitario. Le aziende nel campione osservato sembrano prediligire il fattore formazione associato alla giovane età, non tanto l'esperienza sul campo. Sapremo con il senno di poi se questa preferenza, insieme alle prospettive occupazionali per i giovani, sia o meno rappresentativa del mondo del lavoro dipendente, sempre più volatile e instabile.mercoledì 1 settembre 2010
Candidati e neoassunti: attenti al social network!
Avere un profilo pubblico e accessibile sui social network (come Facebook, Hi5, MySpace) può rivelarsi una fonte di guai e di discriminazione per chi è in cerca di lavoro e per chi ha già un impiego in azienda (immagine da univercity.it). Un potenziale attentato alla privacy e alla propria reputazione lavorativa. Secondo un articolo del Sole24ore, a fine agosto, in Germania è stata introdotta una proposta di legge per proteggere gli utenti-lavoratori: vietare alle aziende di consultare i social network sia per la ricerca di informazioni private, utili per valutare o escludere i possibili candidati, sia per ottenere altri dati sensibili con il fine di impugnarli durante le cause di licenziamento dei propri dipendenti. Un disegno di legge senza precedenti in Europa e in Italia. Se un tempo le aziende erano costrette a oscurare i siti e impedirne l'accesso ai propri impiegati in cerca di svago, oggi diventano le loro migliori alleate. Sfruttando le reti sociali in due modi principalmente: pubblicizzando gratuitamente il proprio sito internet, insieme a prodotti e servizi e carpendo informazioni essenziali per le ricerche di mercato e per "ottimizzare" il processo di selezione del personale. Secondo una ricerca di Careerbuilder dell'anno scorso, negli USA, quasi la metà dei datori di lavoro si è documentata su internet per capire il tipo di candidato che aveva di fronte. Attenzione, quindi, alle condivisioni, foto pubblicate, ai commenti, fatti o ricevuti e ai post in bacheca.
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