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giovedì 25 novembre 2010
Giocare in sicurezza: attenti al marchio!
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mercoledì 24 novembre 2010
Mangiare "a scatola chiusa": la denuncia di Greenpeace
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lunedì 22 novembre 2010
Oltre a uno stipendio minore, meno tempo libero per le donne
Dai dati di novembre 2010 dell'Istat riferiti allo scorso anno, le donne svolgono in casa il 76% del lavoro domestico, dividendosi fra pulizie, cucina, cure e educazione per i figli. Più di tre quarti delle mansioni totali spettano alle mogli o alle compagne: l'Istat ribadisce il Gender Gap (divario di genere) tra uomo e donna nella suddivisione del carico di lavoro in famiglia, disuguaglianza confermata in qualsiasi zona d'Italia, con un accento al sud. Una giornata, in media fra lavoro retribuito e casalingo, dura 9 ore e 28 minuti per le donne contro le 8 ore e 10 degli uomini. I sintomi dello stress sembrano farsi più evidenti per le prime. A rincarare la dose, anche l'indagine "Rompere il cristallo" condotta a fine ottobre dall'Isfol, l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, che segnala nel nostro Paese la presenza di un forte Gender Pay Gap (divario retributivo di genere). Tra donne e uomini con bassa scolarizzazione, la differenza di salario, calcolato in media oraria, si attesta al 15%, per le persone diplomate si ferma al 10% e, infine, fra donne e uomini con una laurea o altri titoli di studio post laurea, paradossalmente, il gap sale al 13%.
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venerdì 19 novembre 2010
Delegare il controllo sul lavoratore. Consentito, in certi casi
Nel caso in cui un datore di lavoro intenda vederci chiaro su una mancanza di beni aziendali o del magazzino, è possibile monitorare sul posto di lavoro i propri dipendenti ingaggiando, ad esempio, personale di un'agenzia investigativa. Agenti che possono operare anche dissimulando il proprio incarico, dal momento che non hanno un potere diretto di vigilanza ma offrono alcuni specifici servizi per le imprese. A stabilirlo, la recente sentenza 23303 della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un direttore di supermercato di Messina, licenziato per giusta causa nel 1998. Era stato sorpreso dai "clienti-007" mentre arraffava dagli scaffali merce per l'importo riportato dagli scontrini che aveva riciclato per coprire il furto. Secondo la Cassazione, infatti, gli articolo 2, 3, 4 dello Statuto dei Lavoratori, pur circoscrivendo il raggio d'azione e i mezzi che consentono la difesa degli interessi del datore di lavoro a tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, non sono incompatibili con il suo diritto di verificare la condotta del dipendente in concomitanza a fatti illeciti, reali o presunti, che possono danneggiare l'esistenza stessa dell'azienda. Controlli per uno scopo ben preciso che possono avvenire, indipendentemente, in maniera occulta o dichiarata.
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giovedì 18 novembre 2010
Il lavoro nero nega l'assistenza alla famiglia
In occasione della seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si è svolta a metà novembre a Milano, Donneuropee e Federcasalinghe hanno sottolineato l'irrinunciabilità del diritto alla cura e all'assistenza per tutte le famiglie. Secondo le associazioni, lo Stato non può tagliare risorse, al contrario, deve continuare ad impegnarsi nei confronti delle famiglie. Le istituzioni devono garantire sia i fondi, sia l'accessibilità al personale di assistenza, quest'ultimo dotato di una formazione adeguata. Lo Stato deve essere presente per le persone che vivono in condizioni di disagio o che hanno un familiare a carico, disabile o malato. Una riflessione, quella sulla regolarità dei lavoratori nei servizi alla persona e sulla disponibilità delle risorse a sostegno dei nuclei familiari, che ha portato il Presidente di Federcasalinghe a puntare nuovamente il dito contro il problema del lavoro sommerso. Le statistiche dell'Istat parlano di un Italia in balia del lavoro nero, quest'ultimo costituirebbe circa il 17% del Pil, con i suoi 7 miliardi di euro fantasma. Svicolando da imposizioni e tasse, il lavoro sommerso diminuisce il benessere delle famiglie, scaricando su queste l'onere delle cure e dell' assistenza. Un che peso grava moltissimo sul bilancio familiare. E che innesca il circolo vizioso del lavoro nero: le famiglie sono costrette a ricorrere al lavoro irregolare. In due modi: prestandosi ad un secondo lavoro non dichiarato per permettersi le spese o con assunzioni di lavoratori al nero nel settore dei servizi alle persone.
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mercoledì 17 novembre 2010
Pesticidi negli alimenti: un rischio sottovalutato in UE
Davanti a una bella tavola imbandita, la maggioranza degli europei preferisce abbandonarsi con spensieratezza al piacere del cibo, consumato con amici e parenti, piuttosto che preoccuparsi della sicurezza alimentare (foto da virgilio.it). Anche questioni come la linea, una dieta bilanciata e le proprietà nutrizionali degli alimenti passano in secondo piano. E' quanto sottolinea un recente sondaggio di Eurobarometro, commissionato dall'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Per il 63% degli intervistati, l'elemento socializzante e sensoriale sembra avere il sopravvento sulla percezione dei rischi per la salute legati alla possibile presenza di pesticidi, residui chimici, medicinali e ormoni. Una ricerca che dipinge gli europei come consumatori poco attenti, imprudenti e superficiali. Se la freschezza dei cibi, in particolare di frutta e verdura, risulta importante per il 58% del campione, soltanto un intervistato su 10 ha espresso direttamente la propria paura per sostanze inquinanti nascoste. In quest'ultimo caso, il principale spauracchio non è legato alla contaminazione batterica del cibo (23% dei casi) o agli OGM ma all'eventuale presenza di pesticidi nei vegetali (31%), mercurio e diossine (29%) rispettivamente nel pesce e nella carne e di antibiotici. L'Italia, per tradizione, risulta fra i Paesi europei più sensibili e attenti alla salute e alle corrette abitudini a tavola.martedì 16 novembre 2010
Pendolari: insostenibile lo stress da traffico
Che la sicurezza sulle strade rimanga una problematica collegata all'incolumità di chi si reca a lavorare e, quindi, connessa alla stessa sicurezza nei luoghi di lavoro è fuori questione. Purtroppo, nel corso del 2009, l'Inail ha rilevato un numero maggiore di incidenti in itinere che ha coinvolto lavoratori e lavoratrici pendolari. Dati diffusi a luglio 2010 con una tendenza verso la crescita, ancora da verificare per quest'anno. I responsabili per il settore mobilità di Legambiente, intanto, hanno diffuso in anticipo i risultati di un'indagine più ampia, relativa ai livelli di stress, inquinamento ambientale e acustico nelle principali città italiane. Secondo Legambiente, è soprattutto lo stress provocato dagli spostamenti in auto a creare momenti di microconflittualità per circa il 60% delle persone al volante, specialmente se lavoratori pendolari. Non considerando il tempo per il tragitto da e verso il luogo di lavoro, si calcola circa un'ora persa dai lavoratori bloccati in coda per il traffico. Ecco che scatta l'insulto, accompagnato o meno dal clacson, con l'attaccabrighe di turno e con chi non rispetta le precedenze. Oltre a rimetterci in salute, il nervosismo fa diminuire l'attenzione dei guidatori con un conseguente aumento della probabilità di incidenti. Pericoli imputabili proprio ad uno stato momentaneo di alterazione.
lunedì 15 novembre 2010
Incertezza del lavoro: la famiglia sostiene i giovani?
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venerdì 12 novembre 2010
Multitasking? Nel lavoro e a casa è prerogativa delle donne
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giovedì 11 novembre 2010
Allergie respiratorie: a scuola più che per strada
L'aria che respirano bambini, ragazzi e insegnanti nelle scuole italiane non è delle migliori, anzi risulta più inquinata di quella presente nelle vicine strade trafficate (immagine da scuolamagazine.it). Dalle ispezioni effettuate dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale in 13 diversi edifici scolastici collocati in varie regioni d'Italia, emerge che la presenza di polveri sottili raggiunge gli 80 microgrammi per metro cubo, quando il limite per le aree stradali esterne è fissato a 40 microgrammi. Risultati poco incoraggianti, resi noti a novembre anche da Federasma Onlus e dal Ministero dell'Ambiente. Anche il sondaggio parallelo, condotto su bambini e insegnanti, ha mostrato che il 30% di loro è costretto spesso a rimanere a casa per rinite e asma allergica, quest'ultima fra le allergie professionali più frequenti.Nell'insieme degli allergeni campionati dall'Ispra è stato rilevato un alto tasso di formaldeide, di circa il 400% in più rispetto a quello presente nell'aria esterna. Oltre alle sostanze volatili inquinanti derivanti da colle, vernici e detergenti, sono state trovate alte percentuali di polline, acari e spore. Con la cattivo ricambio d'aria e con l'aumento delle temperature, le sostanze chimiche tendono a ristagnare. Aumenta così la loro concentrazione.
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mercoledì 10 novembre 2010
Troppi decibel sul lavoro. E lo stress sul cuore si fa sentire
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martedì 9 novembre 2010
Lavoratori sul grande schermo, insieme contro le morti bianche
Ha preso il via a Roma, nella seconda settimana di novembre, la terza edizione della Settimana Internazionale sulla Sicurezza, promossa da Enel, con il contributo organizzativo del comitato tecnico per la Sicurezza di Confindustria, dell' Assessorato al Lavoro del Lazio e la partecipazione dell'Università La Sapienza. L'apertura dell'evento è stata caratterizzata dalla proiezione del film documentario "I casi della vita", presentanto ad agosto al Festival del Cinema di Locarno. Il film, oltre a raccontare la storia dei lavoratori Enel italiani nel Belpaese e all'estero, riporta le testimonianze dei dipendenti che sono stati vittime in prima persona o indirettamente di incidenti sul lavoro. L'imperativo: sensibilizzare tutti i partecipanti all'International Safety Week, perchè di lavoro si può morire ancora. Ridurre il numero, la gravità degli incidenti e le morti bianche, partendo dalla conoscenza del fenomeno. Un esempio d'impegno sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo il premio Etica e Impresa 2010, sono poche le aziende italiane che, come il gruppo Enel, si sono dedicate attivamente alla sostenibilità sociale. Secondo gli esperti di Confindustria, le cause principali degli infortuni sono gli appalti al ribasso e una concorrenza sleale, che conducono a tagli sulla salute e la sicurezza di chi lavora.
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lunedì 8 novembre 2010
Gli incidenti raddoppiano con i turni di notte
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venerdì 5 novembre 2010
Quando l'offerta di lavoro non incontra la domanda
Una situazione paradossale, quella italiana, che dimostra lo squilibrio esistente fra gli obiettivi di chi cerca lavoro e le esigenze reali delle aziende che lo richiedono. Sono circa 140 mila le piccole-medie imprese nel nostro Paese rimaste a corto di lavoratori specializzati, di artigiani e periti tecnici. Settanta i profili ricercati senza una corrispondenza. Lo svela Confartigianato, con i dati Excelsior-Unioncamere di quest'anno, attraverso una relazione dedicata ai mestieri più ignorati dagli italiani in età lavorativa, specialmente dai più giovani. Aziende (sartorie, falegnamerie, gelaterie, d'installazione impianti, fabbriche tessili) che non vengono prese in considerazione dai candidati. Per evitare di rimanere bloccate per la mancanza di addetti, ricorrono a manodopera estera, non sempre provvista di competenze specifiche e di una formazione sulla sicurezza sul lavoro. Secondo il Ministero del Lavoro, uno dei motivi dietro questo paradosso è la mancanza di cultura verso la formazione professionalizzante e artigianale. Posizione discutibile, visto i tagli prospettati per le scuole ad indirizzo tecnico-scientifico, come gli istituti alberghieri, e la mancanza di laboratori.
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giovedì 4 novembre 2010
Sanità: welfare in teoria e in pratica
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mercoledì 3 novembre 2010
Legambiente e città italiane: uno sguardo all'ecosistema
La risposta di Legambiente è negativa, soprattutto per le città più popolate. Un dato allarmante. Infatti, secondo la XVII ricerca annuale "Ecosistema urbano" di Legambiente e dell'Istituto di Ricerche Ambiente, pubblicata in collaborazione con il Sole24ore a fine ottobre, sono proprio Roma, Milano, Napoli e Palermo il fanalino di coda della classifica, risultando fra le città più inquinate e meno propense al miglioramento ambientale. Ed è proprio Roma, situata al 75° posto su 130 capoluoghi nella graduatoria finale, a essere il centro urbano con più spreco di corrente elettrica. La capitale scivola anche fra le ultime province a detenere imprese con certificazioni ISO 14001 (1,4 ogni 1000 aziende). Legambiente premia Verbania, al primo posto della classifica finale, seguita da Belluno. Tra i principali indicatori utilizzati per la valutazione ambientale dei capoluoghi: inquinamento dell'aria (percentuali di polveri sottili, ossidi di azoto), utilizzo dei mezzi urbani, produzione e smaltimento dei rifiuti, consumi elettrici per abitante, ricorso a energie rinnovabili, consumi idrici, depurazione delle acque, presenza di aree verdi.
martedì 2 novembre 2010
Consumi: mettere in salvo la filiera dai cibi "tarocchi"
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