
L'
Organizzazione Mondiale della Sanità, a giugno, ha dichiarato che l'
abitudine di bere
alcolici prima dei
turni e durante l'orario di
lavoro, ad esempio per la pausa pranzo, amplifica i
rischi potenziali dell'ambiente di lavoro e riattiva quelli già circoscritti dalle misure preventive di sicurezza (foto da alcol.info). Una percentuale che oscilla tra il
10 e il
30% degli incidenti lavorativi è condizionato proprio dall'
abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Si parla sempre di stato di ebrezza e tassi alcolemici nella sicurezza stradale, invece l'argomento diventa un
tabù quando riguarda i
luoghi di lavoro e le aziende. Il
divieto assoluto di bere e somministrare alcolici esiste già (
D.Lgs 81/08) e riguarda coloro che si prestano
per "
attività lavorative che comportano un
elevato rischio di infortuni sul lavoro e sicurezza"(Art.15 L.125/2001). I
medici aziendali sono incaricati di svolgere
severi controlli per accertare il consumo di alcol e sostanze psicotrope soltanto per queste categorie di impiegati e operatori. Secondo un articolo apparso su IlSole24ore ad Agosto, l'
ANMA (Associazione Nazionale Medici d'Azienda) ha dichiarato che, su un
campione di 16498 lavoratori costituito da
mulettisti, autotrasportatori e carrellisti, l'
1,2% è risultato
positivo al test per la rilevazione di
alcol e droghe. Una percentuale certamente molto bassa, tuttavia il divieto assoluto nella pratica risulta aggirato e intaccato.
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