
Sarà colpa del riscaldamento globale e di
stagioni estreme, o di edifici mal progettati, fatto sta che è sempre più difficile rinunciare al
climatizzatore negli
uffici (foto da guidaconsumatore.com). I ventilatori non bastano, serve qualcosa con una marcia in più per rendere il
microclima delle
aziende e di
uffici pubblici vivibile e salubre. Climatizzatori che eliminano l'
umidità, abbassano la
temperatura e distruggono
polveri, allergeni, batteri, virus e spore. Croce e delizia. Infatti, chi crede che
impiegati e
colletti blu siano fra le categorie di lavoratori più fortunati è quasi fuori strada. L'
utilizzo costante e
scriteriato di questi impianti, oltre ad avere un enorme
impatto energetico, sia in termini di costi sia di
danni ambientali, influisce negativamente sul
benessere termico delle persone che risiedono, per
un terzo della giornata, in locali chiusi. Per evitare il
rischio microclimatico, come raffreddori, cefalee, polmoniti, bronchiti,
stress e shock termici, dolori articolari e problemi digestivi, è importante tenere presente degli
accorgimenti. Primo, utilizzare il climatizzatore se l'esigenza è reale.
L'escursione termica fra ufficio ed esterno non deve superare i 7 gradi, non bisogna passare in fretta dal caldo torrido al fresco secco, si deve evitare di deumidificare eccessivamente l'aria (sotto il 50%) e di esporsi direttamente alle
sorgenti di aria fredda.
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