
La maggiore
flessibilità del
lavoro femminile, attraverso contratti part time e occasionali, avrebbe dovuto essere un
input per creare maggiori
opportunità di impiego e minori difficoltà alle donne alle prese con la cura della
famiglia e della casa (foto da newsfood.com). La
realtà dei fatti ha smentito in gran parte questa previsione, creando il
paradosso femminile del lavoro, percepito maggiormente al Sud Italia per effetto della crisi economica. Dai
dati del rapporto
Svimez, - Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno - riguardante la condizione femminile, apparsi a fine luglio, le
donne italiane in età lavorativa, pur essendo
molto più istruite degli uomini (93,5% diplomate e
laureate nel
41% dei casi al Nord e nel
51,3% al Sud) sono
spesso vittime del precariato, hanno
poche chance di inserirsi nel mondo del
lavoro anche con contratti a tempo determinato, sono
mal inquadrate rispetto al livello di istruzione,
più povere dei colleghi uomini e costrette a migrare all'estero per potersi realizzare. Per la minoranza di fortunate che hanno ottenuto un lavoro a tempo indeterminato, si parla di un grande stess quotidiano nella
gestione della carriera e dell'
impegno per i figli e per la casa.
L'Art. 37 della
Costituzione, ha stabilito la
pari dignità lavorativa e retributiva tra uomini e donne: dopo sessant'anni, purtroppo, siamo molto lontani dal traguardo della parità. In media, in tutta Italia, il
23% delle donne è a
rischio povertà, al Sud meno di una donna su 3 è occupata.
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