
Qualche mese fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (
Oms) ha affermato che tra circa dieci di anni lo
stress e i relativi
disagi psicofisici si profileranno come la
principale causa di
assenze sul
lavoro (immagine da pmi.it). Un'
emergenza sociale: a confermare questo
scenario arriva anche una
ricerca condotta dall'Associazione Italiana degli Igienisti Industriali (
Aidii), presentata a Roma nel corso della conferenza mondiale IOHA di inizio ottobre. Si stima che nel
2020, infatti, lo stress lavorativo costituirà la prima
patologia professionale con i più
alti costi sociali e
individuali. Per le
aziende che dovranno fronteggiare il fenomeno, sta diventando un'esigenza primaria valutare tutte le
sfumature dello
stress, il legame esclusivo al
contesto lavorativo e i diversi
sintomi. Sarà inevitabile il ricorso a
un test per verificare lo stress a lavoro. Secondo la
ricerca di Aidii, il
problema sembra scaturire, in generale, dalla
cattiva organizzazione del
lavoro. Anche la
precarietà nel
mercato del lavoro gioca un ruolo importante, accanto all'
incapacità dei
datori di lavoro di offrire per tutti gli impiegati
condizioni di
lavoro favorevoli, in un contesto sano, sicuro e collaborativo. Tra le nuove forme di stress, lo studio fa emergere la sindrome da
burnout, l'alienazione e la frustrazione che colpisce chi riveste professioni mediche o paramediche.
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