
Arriva un altro
bollettino di guerra per chi lavora nell'ambito dell'
edilizia: salgono a
135 gli
operai che, quest'anno, hanno perso la vita lavorando nei cantieri italiani tra
gennaio e novembre. La fonte di questa allarmante notizia è l'
Osservatorio sul lavoro di
Vega Engineering - Mestre (foto da ecodibergamo.it). Da quanto riportato, circa il
29% sul totale delle
morti bianche avviene proprio nel
settore delle costruzioni, specialmente al
Centro-Sud (
57,8%). Secondo gli esperti dell'Osservatorio, la
causa principale di morte è la
caduta da un'altezza - più o meno elevata -, imputabile alla mancanza di protezioni nelle strutture dei poteggi (es. parapetti) o del rispetto di elementari norme anti-infortunio (imbragature, scarpe). La regione dove accadono più frequentemente incidenti fatali è la
Campania, con
18 vittime finora accertate.
Lazio e Veneto si ritrovano, rispettivamente, a quota
14 e 12 decessi: un triste primato.
Più di un decimo delle vittime sono
operai stranieri. Se da un lato la
prevenzione e la
formazione costituiscono lo strumento per evitare queste stragi silenziose, dall'altro molti sono gli
adempimenti del datore di lavoro in materia di sicurezza che vengono raggirati a causa di
cattiva informazione e
vuoti normativi. Più grave lo scenario dipinto dall'Osservatorio Articolo 21: dall'inizio del 2010 a fine novembre risultano1045 morti sul lavoro in tutti i settori, 580 in più di quelli registrati da Vega Engineering.
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